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LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE (LCA)

Data: 18/02/2010
Gli sport che comportano cambi di direzione repentini risultano essere più a rischio per le lesioni legamentose a carico del ginocchio e della caviglia. Tra questi, il calcio, gli scii, la pallavolo e il basket. Per esempio nello scii le distorsioni della caviglia e le fratture di tibia e perone negli ultimi anni sono ridotte del 90%, ma sono triplicate le distorsioni del ginocchio durante anche semplici cadute con ginocchio in valgismo-extrarotato. Nella pallavolo risulta essere più a rischio la schiacciata, seguita dal muro e dalla difesa. Le donne risultano essere più colpite. Alcuni Autori sostengono che sia dovuto ad una minore forza muscolare (differenza di forza molto alto tra quadricipite e ischiocrurali), lassità legamentosa, angolo Q del ginocchio maggiore rispetto agli uomini conseguenza della conformazione del bacino che nella donna per motivi di gestazione e parto risulta essere più largo. Il calcio risulta essere lo sport più a rischio. Si apprezzano sostanziali differenze in base alle caratteristiche tecniche, fisiche e al ruolo dell’atleta.
 
LA SCELTA DEL NEO-LEGAMENTO
 
            Le continue ricerche sul trattamento chirurgico del LCA hanno permesso al paziente tempi di recupero sempre più brevi. Importante a tal proposito la scelta del neolegamento. Nell’85% dei trattamenti, la scelta ricade sul tendine gracile e semitendinoso, che permette di avere maggiore versatilità dal punto di vista tecnico, potendo preservare l’inserzione tibiale, quadrupicare i legamenti, utilizzare diversi sistemi di fissazione e diversi diametri dei tunnel.
                        Il tendine rotuleo invece, anche se presenta una fissazione ossea e buoni risultati a lungo termine, è però troppo spesso causa di dolori anteriori e perdite di range articolare che possono determinare deficit importanti soprattutto in pazienti sportivi, difficilmente recuperabili.
In America e in Giappone vengono utilizzati come trapianti dei prelievi da cadavere (allograft). L’utilizzo di questi prelievi offre dei notevoli vantaggi al fine della rieducazione e del risultato finale; presenta degli svantaggi perché la trasmissione di agenti infettivi e le reazioni immunitarie non sono del tutto escluse. Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta si era largamente diffusa la tecnica di ricostruzione del LCA mediante legamenti artificiali. Tali strutture sintetiche a differenza dei rinforzi artificiali sostituivano permanentemente la funzione del LCA.
 La rapida diffusione era giustificata dalla semplice tecnica di impianti e dalla eliminazione della morbilità nella zona di prelievo. Se i risultati a breve termine hanno alimentato l’utilizzo di queste protesi artificiali, gli studi a medio e lungo termine hanno ribaltato la situazione mettendo al bando o riservando solo ad alcuni specifici casi l’indicazione all’utilizzo. I principali problemi causati dal legamento artificiale sono:
• deterioramento della tensione fino al fallimento completo della tenuta meccanica; • produzione di particelle sintetiche intrarticolari che producono delle sinoviti reattive.
 
LEGAMENTO ATTIVO E PROPRIOCEZIONE
 
La funzione motoria dell’essere umano è resa possibile dalla presenza di un sistema propulsivo articolato rappresentato dai muscoli. I muscoli però non sono tutti uguali da un punto di vista neuro-fisiologico, ma vanno classificati in base al tipo di fibre muscolari da cui sono in prevalenza costituiti, all’innervazione e conseguentemente al tipo di funzione che esercitano.
I muscoli possono rispondere a diversi tipi di lavoro mediante un’adeguata variazione delle caratteristiche metaboliche. Infatti il muscolo secondo l’impulso ricevuto può, in determinate situazioni, modificare la sua funzione divenendo muscolo posturale antigravitario con funzione di sostegno o cinetico con funzione propulsiva.
Da questa versatilità si comprende l’importanza che un muscolo può avere, per esempio, in una lassictà legamentosa responsabile di una instabilità articolare.
Solo con una buona tecnica automatica propriocettiva che sfrutti il muscolo nella sua funzione posturale di sostegno si può ottenere il “raddoppiamento” del legamento leso che sarà vicariato e supportato dal muscolo stesso.
            Nel caso di uno sportivo che necessita di un recupero muscolare, per esempio, il trattamento dovrà essere differente in base all’obbiettivo da raggiungere, ossia il potenziamento dal punto di vista cinetico oppure un potenziamento inteso come stabilizzazione dell’ articolazione considerata.
Nel primo caso il trattamento sarà cinetico volontario (es.:lavoro isometrico, isotonico, etc..), nel secondo propriocettivo (es.: utilizzo di superfici instabili).
 I muscoli posturali responsabili della stabilizzazione articolare sono organizzati in differenti catene muscolari ascendenti e discendenti con azioni opposte e complementari che collegano la pianta del piede ai muscoli del cranio interessando anche i muscoli che determinano il movimento del globo oculare e i muscoli masticatori.
Ogni disarmonia a partenza della pianta del piede o dai sistemi sensitivo-sensoriali della testa può determinare una disfunzione responsabile di squilibri dell’apparato muscolo-scheletrico.
La presenza quindi di un piede normale comporta un’armonica distribuzione delle sollecitazioni su tutta la colonna, mentre un piede patologico può comportare degli squilibri funzionali.
Lo stesso discorso vale per problemi a carico per esempio, della vista, dell’udito, dell’apparato dento-occlusale, vecchie fratture, cicatrici ecc..
Scopo della rieducazione propriocettiva è dunque quello di mirare al riequilibrio di queste catene muscolari previa eliminazione per quanto possibile da parte del medico delle cause di partenza.
  
            Negli ultimi vent’anni le tecniche chirurgiche per la ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore hanno avuto una grande evoluzione, infatti permettono tempi di recupero sempre più ristretti e la riduzione delle complicanze post-chirurgiche.
            Nonostante questo però, possiamo dire che un grande numero di pazienti con lesione del LCA , NON si sottopone per diversi motivi all’intervento chirurgico. Se per lo sportivo professionista o dilettante è fondamentale una perfetta funzionalità di tutte le strutture anatomiche, per “l’atleta amatore, il calciatore della domenica o come lo vogliamo chiamare”, un deficit funzionale che non condiziona almeno la professione lavorativa può anche essere trascurato o addirittura diventare motivo di rassegnazione per abbandonare definitivamente a malincuore una disciplina sportiva.
            Non è raro vedere atleti che hanno praticato per tutta la vita sport come il calcio, pallavolo, basket, etc., che in seguito ad un trauma che ha comportato la lesine del LCA si limitano a fare solo un po di corsa, iscriversi in palestra per fare pesi, dedicarsi a sport che non compromettono la stabilità del ginocchio e in alcuni casi, per fortuna molto rari, l’abbandono completo di qualsiasi tipo di attività fisica. E comunque, l’abbandono completo della disciplina che più sta a cuore.
 
PROGRAMMA DI RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
 
            In letteratura non si apprezzano importanti studi condotti sul trattamento conservativo del LCA. PROPONGO a tutti gli atleti che si rispecchiano nei casi sopra citati di intraprendere insieme un Programma di Rieducazione Funzionale che avrà come obbiettivo il ripristino della completa funzionalità del ginocchio e il ritorno alla disciplina sportiva (a livello agonistico) da tempo abbandonata. Il Programma non prevede enormi sacrifici ma solo costanza e motivazione.
I risultati ottenuti verranno poi presentati al Congresso Internazionale di Riabilitazione Sportiva “ISOKINETIC” che si tiene ogni anno in una delle città che ospita le Cliniche ISOKINETIC.
 
Il Programma è finanziato dallo Studio di Fisioterapia e Riabilitazione “Corvaglia”.
 
 Sarò lieto di darvi ulteriori informazioni circa il Programma Riabilitativo.
info: 349 7387146
 
Bibliografia:
-          www.Fisiobrain.it;
-          Tecniche ginnico-riabilitative edi.ermes;
-          Abstract Congresso Isokinetic: Health Prevention and Rehabilitation in Soccer 2007
Autore/Fonte: Gianluca Corvaglia


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